Belsone (Belsòn) di Nonantola| Tradizione e sapori di Modena

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Belsone (Belsòn) di Nonantola

È un dolce della tradizione popolare, dalla forma ovalizzata oppure ad "S", la sua ricetta a base di farina, burro, zucchero e uova è rimasta invariata per secoli. Può essere gustato anche nella versione con farcitura interna di confettura "brusca".

Caratteristiche del prodotto

Il Belsòn è tra i più antichi, semplici e diffusi dolci prodotti in territorio nonantolano e più in generale in tutta l'area della bassa padana.
E' caratterizzato dalla tradizionale forma ovalizzata oppure ad "S", con la variante della farcitura con marmellata mista di prugne e amarene.

Si ritiene che l'etimologia della parola belsone derivi da "pane di benedizione", quando in occasione del sabato santo era tradizione far benedire il dolce in chiesa.

Per secoli infatti il belsòn si è cucinato in casa in occasione di particolari festività, si cuoceva nel forno o nella stufa a legna in coda al pane poiché la cottura necessitava di maggior calore.

Notizie storiche e culturali

Il Belsone (Belsòn) di Nonatola affonda le radici, come altri dolci tradizionali della nostra terra - il Pan dolce, il Pane di Natale - nella tradizione panificatoria che sta alla base della nostra alimentazione.

La sua è un'etimologia molto suggestiva. Entrambe le derivazioni più accreditate lo legano ad una derivazione dal francese, lingua dalla quale, è noto, derivano numerose parole del dialetto locale. Qualcuno l'attribuisce al fatto che esso era sempre presente in tavola in occasione di particolari festività religiose, quasi come un rituale. Pane di benedizione dal francese "Pain de bendiction" è l'interpretazione semantica suggerita da alcuni. Altri propendono per la derivazione dal francese "pain de soin", pane di crusca perché, effettivamente, un tempo, per la sua preparazione, si usava farina non setacciata. In ogni caso alla base sta sempre il termine pane, alimento basilare delle terra emiliana.

Probabilmente le sue prime elaborazioni furono per lungo tempo riservate esclusivamente alle grandi solennità; la sua preparazione è rimasta quasi immutata nei secoli, come quando, nel 1300, il 1° dicembre, giorno dedicato a Sant'Eligio, patrono dei fabbri e degli orafi, a Modena, dove è chiamato bensòn, veniva offerto alla Corporazione di questi artigiani.

Per secoli, il belsone si è cucinato in casa ed in molti casi, si poneva nell'unica teglia rotonda a disposizione per i dolci e considerata la particolare forma ovale del dolce era necessario piegare le sue estremità dandogli una caratteristica forma di esse allungata.

Uso in cucina

Può essere gustato nei diversi momenti della giornata: a colazione tagliato a fette e inzuppato nel latte, a fine pasto come dessert oppure come spuntino pomeridiano.
Particolarmente indicato è l'abbinamento con un bicchiere di Lambrusco.

Itinerario eno-gastronomico

Informazioni turistiche: Modenatur

Zona di produzione

Belsone (Belsòn) di Nonantola
  • Provincia di Modena