Patata del Dipartimento del Panaro| Tradizione e sapori di Modena

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Patata del Dipartimento del Panaro

L'antico Dipartimento del Panaro era una divisione amministrativa in vigore dal 1797 al 1814, coincidente con la provincia di Modena. Questa patata tipica è coltivata pertanto nei confini di tale ambito territoriale, in diverse varietà colturali e con tecniche basate su pratiche tradizionali che risalgono agli inizi dell'Ottocento.

Caratteristiche del prodotto

Le cultivar tradizionalmente impiegate sono le precoci, le medio-tardive e le tardive, con colore della polpa giallo chiaro o bianca e colore della buccia giallo o bruno rossastra. Preferite dai produttori sono le seguenti varietà:
Colomba, Agata, Primura, Vivaldi, Gaudì, Malou, Clairette, Malice, Costance (pasta gialla), Labella (rossa), Sifra (pasta bianca), Abelia (pasta bianca), Violet Queen (viola), Bluet Star (blu), Cicero, Monalisa, Sissi, Spunta, Kennebec, Kuroda.

La tecnica colturale si basa fondamentalmente sulle pratiche tradizionali del territorio volte a favorire, con lavorazioni profonde, un buon sviluppo dell'apparato radicale e uno sgrondo efficace delle acque in eccesso. Salvo documentata impossibilità sono impiegate le tecniche colturali indicate dal disciplinare di produzione integrata della Regione Emilia-Romagna.

Per la semina è obbligatorio l'impiego di tuberi-seme certificati, sia interi che tagliati. La raccolta dev'essere eseguita a maturazione fisiologica completa del tubero. La conservazione delle patate avviene in bins posti all'interno di celle per frigo-conservazione a temperatura controllata, compresa tra 4 e 7° C, al riparo dalla luce. Sono ammessi i trattamenti di post-raccolta previsti dalla vigente legislazione.

Il prodotto, opportunamente spazzolato o non lavato, viene confezionato in appositi imballaggi formati da sacchi a rete o vertbag dal peso di 1-2-2,5-3-5-10 kg. Il confezionamento potrà avvenire entro i confini della regione Emilia-Romagna.

Notizie storiche e culturali

La patata è originaria delle regioni andine del Centro-Sud America. E' stata introdotta in Europa dopo la scoperta dell'America ad opera dei grandi navigatori italiani, inglesi e spagnoli. Considerata in un primo tempo soltanto una curiosità da coltivare nei giardini botanici, la sua coltivazione subì un primo impulso verso la metà del XVII secolo quando a seguito della carestia del 1663 in Irlanda, si diffuse in Inghilterra, in Italia e in Prussia.

Riferimenti precisi circa la coltivazione della patata nel modenese si hanno in un bando di concorso della Società Agraria del Dipartimento del Panaro (territorio sovrapponibile per la maggior parte all'attuale provincia di Modena) datato 17 dicembre 1808 nel quale si stabilisce un premio per i due agricoltori del Panaro che "esibiranno prove di coltivar le patate in modo da ottenerne non solo per alimento proprio ma altresì per alimentare il bestiame". Il riscontro al concorso si ritrova nel 1809 in una lettera indirizzata alla Società Agraria del Dipartimento del Panaro in cui l'Arciprete della Parrocchiale di S. Giovanni Battista di Spilamberto riferisce di avere verificato la raccolta delle patate nei campi di un parrocchiano e di aver assistito alla misura delle medesime dandone una dettagliata descrizione sia per quanto riguarda le tecniche di coltivazione che per l'uso sia per alimentazione umana che per il bestiame. Nella lettera, inoltre, si cita la coltivazione della patata come cosa "non nuova".

Stimolo alla coltivazione della patata a Modena venne poi dalla diffusione di opuscoli redatti dal Sen. Dandolo, uno dei principali esperti in materia che contribuì a far conoscere il tubero in tutta Italia. Con una lettera del 1835, indirizzata al Prefetto del Dipartimento del Panaro, infatti, il Ministro dell'Interno inviava "n. 60 esemplari di un opuscolo sulla coltivazione dei pomi di terra …. compilati dal Sig. Senatore Dandolo" con l'invito "a fare tenere i detti opuscoli ai più distinti professori ed ai più esperti coltivatori del Dipartimento in quali siano in grado di trarre il maggiore vantaggio dalle dette istruzioni teoriche e pratiche contenute negli opuscoli summenzionati".

Marchio di tutela

Il marchio collettivo "Patata del Dipartimento del Panaro" è stato realizzato dalla Camera di Commercio di Modena nel 2021 in collaborazione con Associazioni locali di agricoltori, per valorizzare e tutelare questo prodotto tradizionale del nostro territorio.

Uso in cucina

La patata è stata per lunghi anni alla base dell'alimentazione contadina, e la sua radicata presenza si evince da numerose piatti e ricette locali (dai primi ai secondi come ai dolci) che la includono come ingrediente principale. Per la preparazione dei dolci la farina di patate era preferita a quella convenzionale perché rendeva più soffice e delicato l'impasto.

Itinerario eno-gastronomico

Informazioni turistiche: Modenatur

Zona di produzione

La zona di produzione della Patata del dipartimento del Panaro è rappresentata dall'intero territorio della provincia di Modena (che ricalca in gran parte l'antico Dipartimento del Panaro, la divisione amministrativa in vigore dal 1797 al 1814 da cui deriva la denominazione) ad esclusione dei territori dei comuni di Montese e Zocca.

Zona di produzione

Patata del Dipartimento del Panaro
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